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Sabato:
Arrivo degli ospiti all’aeroporto di Marsa Alam ma questa volta facciamo
un itinerario Nord per cui abbiamo predisposto un trasferimento fino a
Hurghada dove li aspetto per l’imbarco alla marina dell’Hotel Marriot,
uno dei più belli in città. E’ davvero tanto che non facciamo quest’itinerario
considerato dei relitti e quindi mi fa davvero molto piacere rivedere i
luoghi che conosco così bene avendoli battuti molto spesso in passato.
E’ proprio in queste acque infatti che mi sono tuffato per le mie prime
immersioni in Mar Rosso 15 anni fa quando avevo la responsabilità di
gestire l’unico diving italiano allora esistente a Sharm, certo sono passati anni da allora e molte cose
sono cambiate ma posso dire che il mare è sempre davvero molto bello,
certo ci sono molti più subacquei, i relitti sono molto più consumati
dalla ruggine e dalle depredazioni, ma la vita corallina quella no, non
è cambiata, è mutata in alcuni casi, ho visto gorgonie morire e poi
riformarsi, reef coloratissimi mangiati dalla corona di spine e altri
invece che sono ancora più splendenti di prima, persino i grandi
predatori pelagici spariscono da alcune zone per comparire in altre e ho
capito che queste mutazioni non sono affatto influenzate dall’uomo
subacqueo ma sono cicli naturali. Il motivo per cui
effettuiamo poco quest’itinerario è che qui le navigazioni sono più
corte e più vicine ai centri di assistenza quindi anche barche più
spartane e meno dotate sono autorizzate a queste tratte, non è
necessario infatti disporre di barche al livello della nostra
decisamente molto confortevole e dotata di tutte le sicurezze attive e
passive per essere autorizzata a navigare nelle lontane e difficili aree
dei parchi e quindi necessariamente più costose, ma un gruppo che era
già stato ospite sulle nostre barche ci ha chiesto questo itinerario
desiderando contare sulla nostra affidabilità e così eccoci qui ben
felici di accontentarli.
Domenica
Partiti dalla marina dopo colazione dirigiamo subito su Sha’b el Erg
conosciuto anche come Manta Point, un sito distante giusto il tempo di
fare il briefing della barca e delle immersioni e che è ottimo per
un’immersione d’ambientamento, con il suo fondale sabbioso di 12 metri
molto luminoso sul quale un’ampia formazione madreporica molto colorata
offre riparo ad una moltitudine di pesce corallino, nonostante il nome
qui di mante non ne ho mai viste ma capita spesso di incontrare invece i
delfini, anche in immersione, questa volta però non siamo fortunati.
Dopo pranzo ci muoviamo per Sha’b Umm Usk distante una decina di miglia
dove possiamo fare un’immersione su un angoletto dove una corrente
particolare nel senso che si incanala costantemente tra alcune
formazioni, senza però essere troppo fastidiosa per i subacquei, da modo
di prosperare ad una moltitudine di coloratissimi alcionari e gorgonie
rosse (chiamate nodose). E’ un luogo ideale anche per l’ormeggio
notturno, di notte gli alcionari risplendono ancora di più alla luce
delle torce ed essendo la barca molto riparata dal mare potremo cenare e
dormire in tranquillità, in più siamo molto vicini ad Abu Nuhas reef
esposto luogo di naufragio di molti mercantili che è il nostro obiettivo
per l’indomani.
Lunedì
Muoviamo la barca poco prima dell’alba per iniziare presto le
immersioni, ormeggiamo ridossati e trasbordiamo sui gommoni per scendere
sul Dana. E’ sempre molto bello aggirarsi per la sala macchine di questo
celebre relitto e poi risalire attraverso tutti i vari ponti fino ad
arrivare alla plancia comando, la sua posizione inclinata su un fianco
può disorientare le prime volte ma le sue numerose aperture lo rendono
luminoso facile e piacevole, Il bello però doveva ancora venire, nel
rientrare verso la barca abbiamo incontrato 6 grossi delfini Tursiopi
che, anche loro in coppia, ci hanno fatto le feste giocando con noi a
lungo, incredibile l’emozione quando girano intorno guardandoti curiosi.
Dopo colazione seconda immersione sullo storico Carnatic, uno Steamer,
vascello a propulsione mista vela e vapore, naufragato mentre solcava le
acque alla fine dell’ottocento con il suo carico d’oro e di generi di
conforto per le guarnigioni inglesi in India. Dopo pranzo dirigiamo su
Gubal per una piacevole immersione vicino alla spiaggia deserta di
questa bellissima isola.
Martedì
Dopo una prima immersione lungo il lato esterno di Gubal caratterizzato
da numerose gorgonie, attraversiamo lo stretto che prende il nome da
quest’isola per portarci sotto il Sinai, attraversando la rotta dei
mercantili che arrivano dal canale di Suez! Ci immergiamo sul reef di
Shag Rock, prima sul relitto della Sara H. e poi sull’altro lato del
reef tra pinnacoli ricoperti di bellissimi alcionari purpurei, per la
notte ripariamo all’interno do Sha’b Mahmoud in modo di essere pronti
all’alba del giorno dopo a posizionarci sul mitico Thistlegorm!
Mercoledì:
Siamo finalmente sulla verticale del relitto più famoso al mondo, sotto
di noi il Thistlegorm, cargo armato inglese che portava rifornimenti
bellici per la campagna d’africa. E’ stipato zeppo d’armamenti, mezzi
pesanti e leggeri, motociclette, ricambi vari e parti d’aereo, comprese
ali e scarichi di motori stellari fantastico per i mitici Spitfire.
Cataste di fucili Enfield poi sono ammucchiate sotto le aperture di
carico delle stive, immagino per un disperato tentativo di salvare
quanto possibile prima dell’affondamento della nave, causato da una
bomba lanciata da un aereo tedesco che ha avuto la fortuna di infilare
la ciminiera e quindi far deflagrare la caldaia dividendo di fatto la
nave in due tronconi. Quello di prua è ancora in posizione di
navigazione appoggiato sul fondo a 30 metri e comprende le due capaci
stive di prua il castello e le carbonaie subito a poppavia ovviamente
vuote perché la nave era al termine del suo viaggio. I locali delle
caldaie e delle macchine non esistono più, i due tronconi sono separati
di una decina di metri da cui spuntano i due spezzoni dell’asse
dell’elica. Le stive di poppa erano adibite al trasporto delle
munizioni, da quelle per i fucili a quelle da artiglieria pesante, casse
e casse sparse ovunque, alcune sono state aperte per poter leggere sui
bossoli la data di fabbricazione: 1929! La prima immersione la
dedichiamo alle stive di prua, semplicemente affascinante vedere tutto
quel materiale bellico che farebbe la gioia dei collezionisti ma ormai
irrecuperabile, per la gioia dei nostri occhi! Scendiamo con poca
corrente che porta verso nord, tantissimo pesce si aggira tra le
strutture, bisogna prestare attenzione perché è facile uscire di curva a
queste profondità non eccessive (20/25 Metri) se si sta troppo a lungo!
In conclusione ci aggiriamo tra gli alloggi equipaggio, la cucina, e la
plancia comando, se la cavano tutti benissimo, anche le belle Sorelle
Giorgia e Katia alla loro prima esperienza in Mar Rosso (e in mare per
la verità) e anzi si divertono un sacco! La seconda immersione la
dedichiamo alla poppa e al suo armamento compresi i cannoncini
difensivi, corrente sempre leggera e poco mare essendo riparati dal
Sinai, insomma condizioni perfette! Al termine delle immersioni
dirigiamo nella zona di Sha’b Mahmoud e ancoriamo a Beacon Rock, li
sotto a 25 Metri c’è il Dunraven, Steamer gemello del Carnatic che però
giace riverso sul fondo spezzato anche lui dalla esplosione delle
caldaie. La sua particolarità è quella di essere "magico"nel senso che
penetrando al suo interno si sente ancora il pulsare tipico delle navi
come se le sue macchine fossero ancora in funzione! La spiegazione però
è semplice anche se toglie un po’ di mistero, siamo vicini allo stretto
di Gubal, dove passano mercantili da e per Suez, grossi bastimenti che
provocano onde sonore che giungono fino a qui ripercuotendosi sullo
scafo capovolto che fa da cassa armonica. Dopo l’immersione ci
prepariamo alla lunga traversata che ci porterà fino a Safaga che
raggiungeremo il mattino successivo, la navigazione è tranquilla e il
tempo passa veloce tra un bel film proiettato sul megaschermo e la notte
ristoratrice.
Giovedì
Ci Svegliamo sul Reef di Panorama, parete sul blu, caffè e biscotti e
via trasbordiamo sul gommone che ci porterà sul punto di entrata di
immersione. La parete è ricca di gorgonie ma nessuna sorpresa nel senso
di grossi pesci, belli però gli anemoni rossi che incontriamo. La
seconda la facciamo sul Salem Express traghetto affondato nel 1991
causando la morte di centinaia di passeggeri, il luogo è ancora un po’
sinistro nonostante siano passati 15 anni e le madrepore abbiano
incominciato a colorare lo scafo, i segni del naufragio sono ancora
molto evidenti come nelle valige sparse sul fondo o le scialuppe di
salvataggio che non c’è stato tempo di alare e sono rimaste agganciate
alla nave affondando con lei, un giro lungo lo scafo adagiato sul fianco
destro e una sosta per osservare il punto di impatto della prua sul reef
che ha provocato l’apertura del portellone causandone l’imbarco di
tantissima acqua che lo ha portato all’affondamento in pochi minuti. Il
passaggio sulle eliche con la foto ricordo conclude l’immersione ma
prima di risalire un passaggio sul colorato reef (lo stesso che ha
causato l’affondamento) serve a rasserenare gli animi. Domani è l’ultimo
giorno di immersioni e vogliamo andare al mitico Elphinstone molte
miglia più a sud, dobbiamo muoverci e così ci mettiamo in navigazione
per raggiungere la zona di Quesir per la terza immersione dove una bella
tartaruga ci da il benvenuto, la notturna conclude questa bella giornata
Venerdì:
Ci svegliamo già ancorati sul plateau nord del mitico Elphinstone.
L’acqua è un olio al punto che non si intravede nemmeno la parte
affiorante perché non si frange neanche una piccola ondina. Ideale
dunque la discesa, c’è solo una leggerissima corrente verso nord che ci
accompagna fino alla estremità della punta a meno 40 e che dovremo poi
contrastare con qualche pinnata in più per rientrare. Il pesce grosso
questa volta non si fa vedere ma i colori sono davvero splendidi, nuvole
di rossi Antias ci avvolgono per tutto il tempo che rimaniamo sul
Plateau immersi tra gli alcionari, noto per la prima volta in vita mia
un piccolo crinoide che nuota! Probabilmente data l’ora tarda, ormai è
mattino inoltrato, ha fretta di tornare al suo riparo e quindi si sposta
da alcionario a alcionario sospeso nell’acqua grazie al movimento
sinuoso delle sue braccia, uno grazioso spettacolino fuoriprogramma! (i
crinoidi passano il giorno nascosti per uscire di notte e stendere le
loro lunghe braccia per raccogliere il plancton) Dopo la sosta di
sicurezza sulla parte del plateau a meno 5 si rientra alla barca,
bellissima immersione! Spostiamo la barca per portarla sul plateau sud
e, visto che la corrente rinforza pensiamo di andare con il gommone
sulla verticale dell’estremità del plateau sud e poi di farci portare
dalla corrente verso nord, il recupero avverrà con i gommoni. Il tempo
di scendere e la corrente ci ha già trascinato via verso Est, vediamo a
fatica il reef che si allontana fino a quando, pianeggiando verso nord,
non riusciamo a mettereci in ombra dalla corrente e incominciamo ad
riavvicinarci alla parete. La fortuna ci porta proprio su una rientranza
sabbiosa dove un bell’esemplare di Squalo sta riposando. La voglia di
avvicinarsi in fretta per scattare qualche foto fa aumentare l’andatura
contro corrente e inevitabilmente la vista dello squalo, la fatica e la
profondità (siamo poco oltre i 40) fa si che qualcuno dei meno esperti
vada in affanno, risolviamo subito la situazione prima che degeneri
prendendo contatto e iniziando una leggera risalita mentre assecondiamo
la corrente facendoci trasportare dolcemente. Concludiamo verso metà
parete Est dove la corrente ci lascia tra un mare di imperatori che ci
avvolge in sosta di sicurezza. I gommoni ci recuperano, anzi sono già li
ad aspettarci per portarci alla barca dove faremo il pranzo e poi ci
avvieremo verso il rientro alla marina di Port Ghalib distante un paio
di ore di navigazione! Peccato la settimana di immersioni è già
terminata!
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